Sobre ruedas

Al acercarse la adolescencia los chavales empiezan a pedir riendas. Es algo visceral, grabado en nuestro ADN y en los todos los demás animales. Es la “inquietud de dispersión”, el impulso que empuja a los juveniles a alejarse del refugio seguro del territorio natal y de sus progenitores para buscar una pareja y reproducirse. Aunque no haya, evidentemente, una voluntad consciente de traer hijos al mundo en los quinceañeros que de repente se rebelan a los padres, las ganas de saborear la libertad es una de las consecuencias naturales de la tempestad hormonal que marca el fin de la niñez y el principio de la adolescencia y la madurez sexual. Es algo fisiológico e inevitable que, en general, va más o menos a la par con el desarrollo psicológico y de las capacidades adaptativas, de tal manera que además de tener ganas de independencia, con 15 años los seres humanos estamos más o menos preparados para empezar a experimentarla.

Sin embargo, el autismo puede producir un enorme desajuste entre el impulso fisiológico de buscar independencia, y las capacidades para obtenerla. A la revolución hormonal y a las aumentadas exigencias sociales hay que sumar, en muchos casos, la dificultad de expresar las sensaciones de un cuerpo que cambia y la frustración de sentir el impulso de alejarse del nido sin saber ni poder hacerlo. Por eso la adolescencia es un momento crítico, si no aterrador, para los chavales con autismo y su familia, en el cual puede haber un repunte de crisis y agresividad.  Así nos explicaron en la evaluación que recibió a los 11 años. Por ello, consideramos que el desarrollo de la comunicación y del lenguaje, además de la capacidad de desenvolverse en las situaciones cotidiana, era un objetivo absolutamente prioritario antes de la pubertad. 

Spoiler: mientras escribo, Diego está disfrutando de su reciente conquista de poder chutar libremente con su bici nueva por los caminos alrededor del pueblo donde vivimos, con la consigna de volver a casa a una hora determinada (para facilitar la tarea, la alarma de su reloj va a sonar cuando tiene que dirigirse rumbo a casa). El reloj nos permite además saber donde está y hemos descubierto que su radio de acción abarca, de momento, unos 3 km alrededor de casa. Lleva un par de semanas disfrutando de su conquistada libertad, y no ha fallado ni una vez en volver a casa a la hora establecida, chorreando sudor y entusiasmo. Es difícil describir la mezcla de aprensión y de alegría al verle ponerse el casco y el reloj, montar en su bici y empujar con fuerza en los pedales para salir del pueblo a toda velocidad. 

Su gana de independencia surgió de repente a principio de verano, y por suerte no le pilló desprevenido. Desde hace unos 4-5 años, en los campings, empezamos a acostumbrarle a volver solo de la ducha. Pocos metros al principio, con la camper a la vista y bajo vigilancia en incógnito, y aumentando gradualmente la distancia. No faltaron los sustos, especialmente en un camping muy grande cerca de la playa, cuando para volver de los baños cogió un recorrido diferente y acabamos buscándolo por todas partes, mientras él ya se estaba columpiando en la hamaca detrás de la camper (fue cuando decidimos comprarle el reloj inteligente). Luego, llegaron los pequeños recados, por ejemplo, ir a comprar en la tienda del camping, con su monedero colgado al cuello, la lista de la compra con la secuencia de acciones. Recuerdo la trepidación y el orgullo enorme cuando lo vimos volver por primera vez con su bolsa de papel llena de bollos. Por supuesto hubo algunos pequeños fallos…saltarse la cola, olvidarse de pagar o de coger la vuelta…todo se resolvió con la práctica. Luego, empezamos a dejarle solo en sus exploraciones dentro del camping. 

Este verano, durante una de sus exploraciones del camping, acabó juntándose por primera vez a una pandilla di chavales…los vimos pasar corriendo a toda pastilla y chillando y, de repente, vimos que Diego estaba entre ellos. Con nuestro enorme asombro, la noche siguiente vinieron a buscarle a nuestra parcela para que fuera con ellos a hacer gamberradas. En casa, empezamos a mandarle tirar la basura. Los contenedores de reciclaje están en la entrada del pueblo, a unos 200 metros de casa. Cuando aprendió a montar en el patinete, quiso juntar el deber con el placer y salió de casa en pleno estilo Marty McFly (solo quien fue joven en los años 80 puede entender esto…) todas sus protecciones y las bolsas de la basura colgando de los brazos. A la vuelta de la misión, un día me pidió quedarse fuera con el skate un poco más…y es así como empezó a recortarse minutos de libertad. 

*************************************

Con l’avvicinarsi dell’adolescenza, i ragazzi iniziano a rivendicare l’indipendenza. È un impulso viscerale, inciso nel nostro DNA e in quello di tutti gli altri animali. È “l’inquitudine di dispersione», l’impulso che spinge i giovani a lasciare il rifugio sicuro del territorio natale e dei genitori per trovare un partner e riprodursi. Sebbene non ci sia ovviamente alcuna decisione consapevole di mettere al mondo dei figli nei quindicenni che improvvisamente si ribellano ai genitori, il desiderio di libertà è una delle conseguenze naturali della tempesta ormonale che segna la fine dell’infanzia e l’inizio dell’adolescenza e della maturità sessuale. È fisiologico e inevitabile, e generalmente va più o meno di pari passo con lo sviluppo psicologico e le capacità adattive, così che oltre a desiderare l’indipendenza, a 15 anni gli esseri umani sono più o meno pronti a iniziare a sperimentarla.

Tuttavia, l’autismo può creare una significativa discrepanza tra la spinta fisiologica a ricercare l’indipendenza e la capacità di ottenerla. Oltre ai cambiamenti ormonali e alle crescenti esigenze sociali, molti ragazzi nello spettro hanno anche difficoltà a esprimere le sensazioni di un corpo in cambiamento e sperimentano la frustrazione di voler essere indipendenti senza essere in grado di farlo. Ecco perché l’adolescenza è un periodo critico, se non terrificante, per i giovani con autismo e le loro famiglie, un periodo che può essere caratterizzato da un’ondata di crisi e aggressività. Questa spiegazione, recevuta durante la valutazione ricevuta all’età di 11 anni ci ha spinto a  considerare lo sviluppo delle capacità comunicative e linguistiche, nonché la capacità di destreggiarsi nelle situazioni quotidiane, una priorità assoluta prima della pubertà.

Spoiler: mentre scrivo, Diego sta sfrecciando , da solo, sulla sua nuova bici nei sentieri intorno al nostro paese, con l’accordo che tornerà a casa entro una certa ora (per semplificare le cose, la sveglia del suo orologio suona quando debe cominciare a dirigersi verso casa). L’orologio ci informa anche della sua posizione e abbiamo scoperto che il suo raggio d’azione attualmente copre circa 3 km intorno a casa nostra. Sta godendo la recente conquista della libertà da un paio di settimane ormai e non ha sgarrato nemmeno un ritorno a casa, grondante di sudore ed entusiasmo. È difficile descrivere il misto di apprensione e gioia che provo nel vederlo indossare casco e orologio, salire sulla sua bici e spingere forte sui pedali per uscire a tutta velocità dalla città.

Il suo desiderio di indipendenza è nato all’improvviso all’inizio dell’estate, e per fortuna non lo ha colto di sorpresa. Per circa quattro o cinque anni, nei campeggi, abbiamo iniziato ad abituarlo a tornare a piedi dalla doccia da solo. All’inizio solo per pochi metri, con il camper in vista e sotto una discreta supervisione, aumentando gradualmente la distanza. Ci sono stati alcuni spaventi, soprattutto in un campeggio molto grande vicino alla spiaggia, quando ha preso un percorso diverso per tornare dalle docce e ci siamo ritrovati a cercarlo ovunque, mentre stava già dondolato sull’amaca dietro il camper (è stato allora che abbiamo deciso di comprargli lo smartwatch). Poi sono arrivate le piccole commissioni, per esempio, andare al negozio del campeggio, con il portafoglio appeso al collo e la lista della spesa con la sequenza delle azioni. Ricordo l’emozione e l’immenso orgoglio quando lo abbiamo visto tornare per la prima volta con il suo sacchetto di carta pieno di dolci . Certo, ci sono stati anche alcuni piccoli inconvenienti – saltare la fila, dimenticare di pagare o di prendere il resto – ma tutti si sono risolti con la pratica. Poi abbiamo iniziato a lasciarlo esplorare il campeggio da solo.

Quest’estate, durante una delle sue esplorazioni del campeggio, si è unito per la prima volta a una banda di ragazzini… li abbiamo visti correre a tutta velocità, gridando, e all’improvviso abbiamo visto Diego tra loro. Con nostro grande stupore, la notte successiva sono venuti a cercarlo alla nostra piazzola per chiedergli  di andare con loro a combinare guai. A casa, abbiamo iniziato a fargli buttare la spazzatura. I bidoni della raccolta differenziata si trovano all’ingresso del paese, a circa 200 metri da casa nostra. Quando ha imparato ad andare sullo skateboard, ha voluto unire il dovere al piacere, es é uscito di casa in perfetto stile Marty McFly (solo che é stato giovane negli anni 80 puño capire) con le protezioni e i sacchi della spazzatura. Un giorno, tornando dalla missione, ha chiesto di rimanere fuori con lo skateboard un po’ più a lungo… ed è così che ha iniziato a ritagliarsi i suoi minuti di libertá.