Todo el mundo de pie

TODO EL MUNDO DE PIE

Hace unos días, se materializó algo especial. Se formó una asociación, y hasta aquí, nada raro. Es muy frecuente que familias con situaciones similares se asocien para apoyarse entre si y, en muchos casos, pelear por los derechos de sus hijos. Es mucho más inusual que una iniciativa de este tipo, una asociación para promover la inclusión y el apoyo mutuo, surja de profesionales de la educación. Y sin embargo, ha pasado. Y ha pasado porqué Diego abrió camino, porqué otras familias han querido intentar nuestra experiencia, porqué les está funcionando, y sobre todo porqué educadores y familias de su colegio están experimentando de primera mano los beneficios de los apoyos a la inclusión. Diego y sus compañeros han sido una inspiración que les ha impulsado a dar un paso más, a participar activamente en la sociedad en pro de una red de apoyo y una implicación activa de familias y educadores en la acogida de la neurodiversidad. Solo la idea de esta iniciativa, el hecho que no surgió de las familias sino desde la inspiración que estos niños y sus familias trasmitieron, ya de por sí nos llenó de estupor y de gratitud.

Los fundadores de esta nueva asociación prepararon una presentación pública de la asociación y durante unos días estuvieron pensando en invitar alguna personalidad conocida que pudiese abrir el acto y actuar como testimonial. Sin embargo, al final les surgió otra idea y nos preguntaron si estábamos de acuerdo. Una actuación musical con piano y batería, ejecutada por M (el pequeño prodigio del piano, que en este curso se convirtió además en compañero de clase de Diego) y el mismo Diego. Nos pareció una idea muy bonita y accedimos. Los dos niños prepararon la pieza (el Aleluya de Leonard Cohen) en el colegio, con la ayuda de sus profesores, en pocos días. Estábamos convencidos que el acto se realizaría en el colegio y a la presencia de unas pocas familias, pero por nuestra gran sorpresa se reservó el salón de actos de una institución de la ciudad, con un gran escenario y un piano de cola, y se extendió la invitación a familias, profesores, ciudadanía en general y hasta representantes políticos locales. El día de la presentación, en la sala había mucha gente.

La presidenta y promotora de la asociación tomó la palabra y hizo una primera introducción de la iniciativa. Dijo que todo el mundo reserva el broche de oro para el final, pero que en este caso habían decidido presentar enseguida lo mejor del acto. E animó, y no puedo recordar esas palabras sin emocionarme, todo el mundo a ponerse de pie y hacer el aplauso más fuerte y más importante de la tarde a dos personas maravillosas que iban a tocar una canción. Y vimos a padres, profesores, directores del colegio, todo el público que había acudido, ponerse de pie y aplaudir a los dos niños que, algo desorientados (¡los aplausos suelen llegar al final!) subieron al escenario. Todos de pie, a homenajear a dos pequeños guerreros que a sus 12 años han vivido ya cien vidas y combatidos monstruos para poder llegar a hacer algo así. Que han empezado a luchar en campo abierto cuando apenas caminaban, armados de chupete. Todos de pie ante el esfuerzo de cada minuto, las conquistas conseguidas con el duro trabajo y al apoyo de padres y familiares que no se han rendido. Todos de pie, porqué si a nosotros a veces la vida parece un camino cuesta arriba, ellos están escalando la montaña de Mordor. Todos de pie, porque como Frodo no podemos llevar el anillo por ellos, pero podemos llevarlos a ellos, junto con el anillo, cuando el camino se hace demasiado duro. 

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Qualche giorno fa si è materializzato qualcosa di speciale. Si è formata un’associazione, e fino a qui, niente di insolito. È molto frequente che famiglie con situazioni analoghe si associno per sostenersi a vicenda e, in molti casi, lottare per i diritti dei propri figli. È molto più insolito che un’iniziativa di questo tipo, un’associazione per promuovere l’inclusione e il sostegno reciproco, nasca da professionisti dell’educazione. Eppure è successo. Ed è successo perché Diego ha aperto la strada, perché altre famiglie hanno voluto provare la nostra esperienza, perché sta funzionando, e soprattutto perché gli educatori e le famiglie della sua scuola stanno sperimentando in prima persona i benefici del sostegno all’inclusione. Diego e i suoi compagni sono stati un’ispirazione che li ha spinti a fare un passo più in là, a partecipare attivamente nella società a favore di una rete di sostegno e di un coinvolgimento delle famiglie e degli educatori nell’accoglienza della neurodiversità . Già l’idea stessa di questa iniziativa, il fatto che non provenga dalle famiglie ma dall’ispirazione che questi bambini e le loro famiglie hanno trasmesso, ci riempe di stupore e gratitudine.

I fondatori di questa nuova associazione hanno preparato una presentazione pubblica dell’associazione e per alcuni giorni hanno pensato di invitare qualche personaggio noto che potesse aprire l’evento e fungere da testimonial. Tuttavia, alla fine hanno avuto un’idea differenete e ci hanno chiesto se eravamo d’accordo: un’esibizione musicale con pianoforte e batteria, eseguita da M (il piccolo prodigio del pianoforte, diventato anche compagno di classe di Diego in questo corso) e Diego. Abbiamo pensato che fosse un’idea molto carina e abbiamo accettato. I due bambini hanno preparato il brano (Hallelujah di Leonard Cohen) a scuola, con l’aiuto dei loro insegnanti, in pochi giorni. Eravamo convinti che l’evento si sarebbe svolto presso la scuola e alla presenza di poche famiglie, ma con nostra grande sorpresa è stato riservato l’auditorium di un’istituzione cittadina, con un grande palco e un pianoforte a coda, e l’invito é stato esteso a famiglie, insegnanti, cittadini in generale e anche rappresentanti politici locali. Il giorno della presentazione, la sala era quasi piena.

Ha preso la parola la presidentessa e promotrice dell’associazione che ha fatto una prima presentazione dell’iniziativa. Ha detto che, in eventi di questo tipo, di solito si riserva il “gioiello della corona” per il finale, ma che in questo caso avevano deciso di proporre immediatamente il meglio dell’atto. E ha invitato tutti, e non riesco a ricordare quelle parole senza emozionarmi, ad alzarsi in piedi e a fare l’ applauso più forte e importante a due persone meravigliose che avrebbero suonato una canzone. E abbiamo visto come genitori, insegnanti, dirigenti scolastici, tutto il pubblico presente, si sono alzati in piedi e hanno applaudito i due bambini che, un po’ disorientati (l’applauso di solito arriva alla fine!) sono saliti sul palco. Tutti in piedi, per rendere omaggio a due piccoli guerrieri che, a solo 12 anni, hanno già vissuto cento vite e combattuto mostri. Che hanno iniziato a combattere in campo aperto quando camminavano appena, armati di ciucci. Tutti in piedi davanti alla fatica di ogni minuto, ai traguardi raggiunti con il duro lavoro e il sostegno di genitori e parenti che non si sono arresi. Tutti in piedi, perché se a noi la vita a volte sembra un percorso in salita, loro stanno scalando la montagna di Mordor.  Tutti in piedi, perché come Frodo non possiamo portare l’anello per loro, ma possiamo portare loro, insieme all’anello, quando il cammino si fa troppo duro.

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