Fan número uno

Nos conocimos una tarde en la piscina. En el vestuario algo de su niño me pareció familiar, pero no detecté el que. Más tarde, después de perseguir a Diego que corría alrededor de la piscina con una buena dosis de nerviosismo, nos volvimos a encontrar y nos reconocimos en las descripciones de una amiga común. Los dos niños tenían 5 años y la misma mirada evasiva, y nosotras el mismo arsenal de pictogramas en el bolso. Desde aquel día, hemos compartido este duro maratón con una comprensión mutua que solo los compañeros de este viaje pueden alcanzar. Sabemos cuales son los pensamientos que nos mantienen despiertas cuando tenemos “una mala noche” y el sabor de las alegrías que nos regala cada pequeño progreso. Conocemos el cansancio que hay detrás (y delante) de cada comienzo de curso, y la profundidad de las heridas que dejan ciertos comentarios, y el miedo cuando no les podemos proteger. Nuestras rutas en el fin de semana, donde los niños puedes ser ellos mismos sin que necesitemos justificar su comportamiento, ni explicar el nuestro, son unos puertos seguros al final de una semana de borrasca. 

Su niño es un prodigio del piano. Lo digo aquí y ahora, porqué algún día tocará para un público importante, y queremos el honor de haber sido, desde el primer día, sus fans número uno. Empezó a tocar hace menos de dos años, cuando las actividades extraescolares con las cuales intentamos normalizarles la vida estaban cerradas por la pandemia. Una hora a la semana de clases particulares con las dificultades que bien conocemos en los comienzos de algo nuevo, cuando los padres nos retorcemos de ansiedad en la habitación de al lado. Algo empezado de casualidad, para romper la rutina sofocante de esos meses entre casa y colegio, sin otros momentos de desahogo. Algo que igual nunca hubiese descubierto, si el entero planeta no hubiese sido trastocado por un virus. 

Es curioso que, cuando nuestros niños destacan en algo, no les exhibimos como suelen hacen los padres en redes sociales a la mínima ocurrencia de su progenie. Cuando desarrollan algún interés funcional, nos aferramos a ello porqué les quita durante un rato de sus bucles mentales y porqué puede transformarse en un terreno común del que puede surgir una interacción con sus iguales. Lo miramos todo desde el prisma de la “terapia”. Y apenas nos damos cuenta de que un niño de los nuestros, en los que pocos creen, ha empezado el conservatorio y ha quemado tres niveles en menos de un curso, y esto con las tardes casi enteramente ocupadas con los deberes del colegio. Lee las partituras con la facilidad con la cual nosotros leemos la lista de la compra, y pocas veces, porqué se las aprende rápidamente de memoria. Cuando toca, con una sonrisa en los labios y relajado como si estuviese dando un paseo, sus dedos vuelan en el teclado sin dificultad. Si no fuese un niño de los nuestros, ya tendría su canal de youtube y se compartiría en redes sociales más de las fotos de gatos. Pero como no hay tiempo para redes sociales porque hay que invertirlo todo en las luchas diarias para los derechos básicos, de momento disfrutar su talento es un privilegio que tenemos unos pocos…los fans número uno. 

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Ci siamo conosciute un pomeriggio in piscina. Negli spogliatoi qualcosa di suo figlio mi sembró familiare, ma sul momento non individuai cosa. Più tardi, dopo aver rincorso Diego che correva sul bordo della piscina con una buona dose di nervosismo, ci siamo incontrate di nuovo e ci siamo riconosciute nelle descrizioni di una amica comune. I bambini avevano entrambi 5 anni e lo stesso sguardo sfuggente, e noi avevamo nella borsa lo stesso arsenale di pittogrammi. Da quel giorno, abbiamo condiviso questa dura maratona con la comprensione mutua che possono raggiungere solo i compagni di questo viaggio. Sappiamo quali sono i pensieri che ci tengono sveglie quando abbiamo passato «una brutta nottata» e il sapore delle gioie che ci regala ogni piccolo progresso. Conosciamo la stanchezza che precede (e continua) ogni inizio di corso, e la profondità delle ferite che lasciano certi commenti, e la paura di quando non possiamo proteggerli. Le nostre passeggiate nei fine settimana, dove i bambini possono essere se stessi senza che noi dobbiamo giustificare il loro comportamento o spiegare il nostro, sono un porto sicuro dopo una settimana tempestosa.

Suo figlio è un prodigio del pianoforte. Lo dico qui e ora, perché un giorno suonerà per un pubblico importante e noi reclamiamo l’onore di essere stati, dal primo giorno, i suoi fan numero uno. Ha iniziato a suonare meno di due anni fa, quando le attività extrascolastiche con cui cerchiamo di normalizzare le loro vite erano chiuse a causa della pandemia. Un’ora alla settimana di lezioni private con le difficoltà che ben conosciamo quando si comincia qualcosa di nuovo, e noi genitori ci contorciamo per l’ansia nella stanza accanto. Un’attivitá iniziata per caso, per rompere la routine soffocante di quei mesi tra casa e scuola, senza altri momenti di distrazione. Qualcosa che forse non avrebbe mai scoperto, se l’intero pianeta non fosse stato sconvolto da un virus.

È curioso che, quando i nostri figli eccellono in qualcosa, non li esibiamo come fanno solitamente i genitori sui social network alla minima prodezza della loro progenie. Quando i nostri sviluppano un interesse funzionale, ci afferriamo a esso con forza perché li porta fuori dai loro loop mentali per un po’ di tempo, e perché può diventare un terreno comune con i coetanei da cui può emergere un’interazione. Osserviamo tutto col prisma della «terapia ”. E a malapena ci rendiamo conto che uno dei nostri, a cui pochi credono, ha iniziato il conservatorio e ha bruciato tre livelli in meno di un corso, e con i suoi pomeriggi quasi interamente occupati dai compiti di scuola elementare. Legge gli spartiti con la facilità con cui noi leggiamo la lista della spesa, e poche volte perché li impara velocemente a memoria. Quando suona, con il sorriso sulle labbra e rilassato come se stesse passeggiando, le sue dita volano sui tasti senza difficoltà. Se non fosse uno dei nostri, avrebbe già il suo canale YouTube e sarebbe condiviso sui social più di quanto non facciano i proprietari con le foto dei loro gatti. Ma poiché é uno dei nostri, e siamo così concentrati sulle lotte quotidiane per i loro diritti fondamentali, al momento godere del suo talento è un privilegio di pochi… di noi fan numero uno.

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